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July 22
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Il titolo di questo intervento la dice lunga...
...chi apre la pagina si aspetta di leggere chissà quali bei racconti di gite, vacanze, eventi particolari,
invece per me è appena l'inizio di tutto ciò!
La cosa può apparire bizzarra visto che siamo nella seconda metà di luglio...nient'affatto se si sta parlando ad altri studenti!!
Anzi devo ammettere che quest'anno con le date mi è andata anche di lusso:il 17 luglio sono entrata ufficialmente in vacanza, dopo una sessione andata particolarmente bene e dopo aver fatto il pieno di buon umore!Sapete che vi dico!?! Voglio avere le mie 2 righe di gloria: ho racimolato 25 a fisica, 26 a scienza delle costruzioni e 30 e lode a tecnologie delle costruzioni aerospaziali! Ecco l'ho detto!! Adesso che vedo il traguardo della laurea particolarmente vicino e concreto è + facile intensificare gli sforzi e voglio mettercela tutta, ma prima devo recuperare le energie perse...e non a caso sto per partire per una settimana di mare! Come al solito me la immagino come la vacanza perfetta: ore di sole e mare inframezzate da lunghe passeggiate, snorkeling ed escursioni, localini e vita notturna! Spero di essere riuscita ancora una volta ad azzeccare il posto in grado di offrire tutto questo...staremo a vedere!
Visto che è il primo intervento estivo auguro delle rilassanti e piacevoli vacanze a tutti!!
Visto anche che oggi è il 22 luglio faccio gli auguri al mio amichetto-bradipuccio dolcissimo per i suoi 23 anni!!!!!!!!!!!!!!! Tvtttttttttb!!
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April 19
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Cari ragazzi,
con clamoroso ritardo vorrei tirare le somme sul viaggio a Parigi.
Purtroppo dal mio rientro fino a 2 giorni fa ho studiato studiato studiato e ancora studiato!
Adesso si torna un attimino a respirare e meno male che il bel tempo e i ponti ci assisteranno...
Veniamo al dunque...leggete bene, sgranate quanto volete gli occhi ma io lo ammetto, lo dico e lo ripeto:
Parigi è meglio di Roma !!
Duro colpo per chi ha sempre eloggiato Roma come la città eterna, la città dell'arte, della moda e del divertimento...la città ideale! Io stessa la pensavo così fino a poco tempo fa finchè non ho aperto gli occhi sull' Europa da un punto di vista un po' meno turistico!!
Dicevo sempre che Parigi era una delle + belle città d'Europa, ma perchè non proprio la + bella?!?! Forse solo patriottismo bonario che mi spingeva a mettere Roma prima di tutte...
Per chi sto dicendo solo eresie, ecco qualche palese argomentazione:
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TRASPORTI: avete idea di cosa significhi la parola metropolitana a Parigi??Sicuramente non ha la stessa accezione che abbiamo qui a Roma!!Lì metropolitana è sinonimo di trasporto efficiente, veloce, comodo, pulito, sicuro...lì sì che c'è rispetto per le opere pubbliche...4 anni fa c'erano le vetrine del louvre nell'omonima fermata della metropolitana con dentro vari reperti archeologici e lì sono rimaste tali e quali!Perchè qui gli atti di vandalismo fanno sì che tutto ciò che di buono venga fatto e su cui lo stato investe venga annientato dopo 2 giorni?!?!?!?Ok, ammesso che potrebbe essere colpa di pochi e non si voglia fare di un'erba un fascio, analizziamo la qualità del servizio: non avete idea di quante volte ho preferito allungare il mio viaggio prendendo l'autobus piuttosto che per 5 minuti contati una metro affollata oltre misura!!A Parigi non mi è mai successo di non riuscire a salire su una metropolitana, invece qui quasi tutti i giorni!Per non parlare degli orari del servizio...non c'è assolutamente paragone!I francesi poi si spostano bene anche in piena notte, quando ormai la metro è chiusa:già!E come??Loro hanno un'efficiente rete di biciclette che copre tutta la città ed è possibile ritirare una bicicletta ad una qualsiasi ora in una qualsiasi stazione e rilasciarla ad un'altra qualsiasi ora , in un'altra qualsiasi stazione della città( Pagamento a ore)!Assolutamente geniale!!
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SHOPPING: quando pensavo che a Roma si spendesse benissimo e si trovassero negozi davvero per tutti i gusti era perchè non avevo ancora visto i centri commerciali di Parigi!Non mi riferisco a Lafayette, ma a quelli dove effettivamente può acquistare chiunque...quanto buon gusto...vetrine da lasciare a bocca aperta!!!

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DIVERTIMENTO: ogni angolo di Parigi è un tripudio di musica, colori, locali, bar, discoteche, ristoranti(in ogni via ne puoi trovare con specialità da tutto il mondo)!La nostra San Lorenzo impallidisce davanti ad una Saint Michel...non ci si può proprio annoiare: basta tuffarsi nella folla di gente e poi trovare il divertimento che + fa al proprio caso!Le disco? Da paura! Al Queen sugli Champs Elysees ho trascorso una serata stupenda, come non ne ho mai viste a Roma e i prezzi di tutto ciò? Abbordabilissimi!Giusto una piccola nota negativa per le consumazioni: servite pressochè col contagocce!Vi suggerisco il video dei 5 minuti, a parer mio, + belli della serata ( alternanza di generi musicali contrastanti, giochi di luci e fumi, chiusura in bellezza con una pioggia di lamine di carta argentata ). Infine i francesi stanno molto + avanti di noi su una cosa: hanno il quartiere del sesso!! Pigalle straborda di locali dove trascorrere serate trasgressive e alternative ( primo fra tutti il Sexodromo ) e puoi entrare in un sexy shop senza vergogna e senza che nessuno ti fulmini con lo sguardo...Cosa abbiamo noi invece?? La salaria piena di mignotte...bello!Un applauso al sistema italiano!
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CIBO: qui mi metto in gioco al 50% perchè la cucina italiana non ha eguali in tutto il mondo...ne ho provate di cucine straniere ma il massimo che sono arrivata a dire è stato 'buono', 'buonissimo', ma mai 'squisito', 'supremo', 'divino' che potrei dire, ad esempio, gustando una lasagna, una pizza fatta come si deve o qualsiasi altra specialità nostrana! Scadente perfino la roba nei supermercati( a parità di marca e genere, non so come sia possibile ma la differenza si sente: ho mangiato i cereali Cheerios della Kellogs, vi giuro, erano tutto un altro sapore!!!). I cappuccini che ho assaggiato a Parigi non possono lontanamente competere con quelli dei nostri bar e le brioche sanno troppo di burro! Una sola cosa hanno a Parigi di cui vivrei: la crepe!!Mi inchino davanti alla crepe...non ho parole! Complimenti ai francesi anche per la varietà di dolci offerti nei forni e nelle pasticcerie e al loro gusto estetico: bellissimi da vedere e quelli che ho avuto modo di provare davvero buonissimi! Ma il dolce è solo la fine del pasto, l'ultima pagina del menù, pertanto signore e signori vince la cucina italiana!
Ho deciso: se dovessi fallire come ingegnere aeronautico ripiegherei sulla cucina aprendo un bel ristorante italiano a Parigi o una gelateria degna di questo nome!Ma anche se dovessi avere una buona carriera, risultato dei miei studi, forse farei ugualmente un bel pensierino su Parigi...
Tutto ciò per dire che un giorno me ne andrò dall'Italia...fuori si vive meglio!!
| February 17
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Salve gente,
vorrei dedicare a tutti gli innamorati la più bella storia d'amore della letteratura latina: la favola di Amore e Psiche.

Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori erano andate in spose a pretendenti di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era talmente bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea. Alcuni credevano che si trattasse dell’incarnazione di Venere sulla terra. Tutti adoravano e rendevano omaggio a Psiche trascurando però gli altari della vera dea, perfino i templi di Cnido, Pafo e Citera erano disertati per una mortale. Afrodite sentendosi trascurata ed offesa, a causa di una mortale, pensò di vendicarsi con l’aiuto di suo figlio Amore e delle frecce amorose. La vendetta d’Afrodite consisteva di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale doveva condurre una vita di povertà e di dolore. Amore accettò subito la proposta della madre ma, appena vide Psiche rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, fece cadere sul suo stesso piede la freccia preparata per Psiche cadendo cosi, vittima del suo stesso inganno. Egli iniziò cosi ad amare la ragazza e non pensò neanche per un attimo di farle del male. Nel frattempo i genitori di Psiche si preoccupavano perché un gran numero di pretendenti veniva ad ammirare la figlia, ma nessuno aveva il coraggio di sposarla. Il padre, preoccupato decise di consultare un oracolo d’Apollo per sapere se la figlia avesse trovato un marito, l’oracolo però gli comunicò una brutta notizia. Egli avrebbe dovuto lasciare la figlia sulla sommità di una montagna, vestita con abito nuziale. Qui essa sarebbe stata corteggiata da un personaggio temuto dagli stessi dei. Malgrado questo, i genitori non volendo disubbidire alle predizioni dell’oracolo, portarono, al calar del sole, Psiche sulla montagna prescelta vestita di nozze, e la lasciarono lì sola al buio. Solo quando lei restò da sola venne uno Zefiro che la sollevò e la trasportò in volo su un letto di fiori profumati. Psiche si svegliò quando sorse il sole e guardandosi attorno vide un torrente che scorreva all’interno di un boschetto. Sulle rive di questo torrente s’innalzava un palazzo d’aspetto cosi nobile da sembrare quello di un dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate. Lei di tanto in tanto si domandava di chi fossero tutti quei beni preziosi, e delle voci gli rispondevano che era tutto suo e che loro erano dei servitori al suo servizio. Giunta la sera lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco, si spaventò, ma subito dopo, un caldo abbraccio la avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, e che non doveva chiedere chi fosse ma soprattutto non cercare di guardarlo, ma di accontentarsi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore, ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata. Psiche attendeva con ansia la notte, e con questo l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi decise, con l’assenso del marito, di fare venire le sue sorelle, anche se Amore l’avvertì che sarebbero state causa di dolore e d’infelicità. Il giorno seguente, un Zefiro portò le due sorelle da Psiche, lei fu felice di rivederle, e le due non furono di meno vedendo le ricchezze che possedeva. Ogni volta che le due facevano domande sul marito, Psiche sviava sempre la risposta o rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia. Le sorelle s’insospettirono delle strane risposte che dava Psiche, loro credevano che stesse nascondendo il marito perché era un mostro. Queste allusioni Psiche li smentì tutte, fino a quando non cedette e raccontò che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome. Allora le due maligne, accecate dalla gelosia, insinuarono nella mente della povera ragazza che suo marito doveva essere un mostro il quale nonostante le sue belle parole non avrebbe tardato a divorarla nel sonno. Quella notte come sempre Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata si addormentò. Quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e prese una lampada per vederlo e un coltello nel caso in cui le avrebbe fatto del male. Avvicinandosi al marito la luce della lampada gli rivelò il più magnifico dei mostri, Amore era disteso, coi riccioli sparsi sulle guance rosate e le sue ali stavano dolcemente ripiegate sopra le spalle. Accanto a lui c’erano il suo arco e la sua faretra. La ragazza prese fra le mani una delle frecce dalla punta dorata, e subito fu infiammata di rinnovato amore per suo marito. Psiche moriva dalla voglia di baciarlo e sporgendosi, su di lui, fece cadere sulla sua spalla una goccia d’olio bollente dalla lampada. Svegliato di soprassalto, Amore balzò in piedi e capì quello che era successo e disse che lei aveva rovinato il loro amore e che ora erano costretti a separarsi per sempre. Lei si gettò ai suoi piedi ma Amore dispiegò le ali e scomparve nell’aria e con lui anche il castello. La povera Psiche si ritrovò da sola nel buio, chiamando invano l’amore che lei stessa aveva fatto svanire. Il primo pensiero di Psiche fu quello della morte, correndo verso la riva di un fiume lei si gettò dentro ma la corrente pietosa la riportò sull’altra riva, cosi iniziò a vagare per il mondo a cercare il suo amore. Amore, invece, tormentato dalla febbre per la spalla bruciata, o forse dallo stesso dolore di Psiche, trovò rifugio presso la dimora materna. Afrodite, quando venne a sapere che suo figlio aveva osato amare una mortale, che tra l’altro sua rivale, lo aggredì. Ma non potendo fare niente di male al figlio pensò di vendicarsi su Psiche, e con il permesso di Zeus mandò Ermes in giro per il mondo a divulgare la notizia che Psiche doveva essere punita come nemica degli dei, e che il premio per la sua cattura sarebbero stati sette baci che la stessa dea avrebbe donato. La notizia giunse fino alle orecchie di Psiche, che decise di sua volontà di andare sull’Olimpo a chiedere perdono. Appena arrivata sull’Olimpo, Afrodite, le strappò i vestiti e la fece flagellare, affermandole che questa era la punizione di una suocera addolorata per il figlio malato. Dopodiché le ordinò di ammucchiare un cumulo di grano, orzo, miglio e altri semi; di prendere un ciuffo di lana dal dorso di una pecora selvatica dal manto dorato; di riempire un’urna con le acque delle sorgenti dello Stige. In poche parole tutti compiti impossibili, che però Psiche riuscì a compiere con l’aiuto di formiche, che accumularono il grano, di una ninfa, che le spiegò come e quando avvicinare la pecora, e perfino dell’aquila di Zeus, che l’aiutò a prelevare le acque dello Stige. Queste erano solo alcune delle crudeltà che Afrodite infliggeva alla povera Psiche, ma quando Amore seppe di quello che stava succedendo in casa di sua madre, salì sull’Olimpo da Zeus per permettere il suo matrimonio con Psiche. Zeus, non potendo rifiutare la supplica di Amore, fece riunire tutti gli dei dove partecipò anche Psiche. A questa assemblea Zeus decise di elevare al grado di dea, Psiche. Cosi dicendo egli diede la coppa di nettare divino alla mortale che accettò con molta paura. Dopo svariate sofferenze, Psiche fu ben accolta sull’Olimpo, anche da sua suocera poiché aveva ridonato il sorriso al figlio, lo stesso giorno fu allestito un banchetto nuziale per festeggiare la nuova coppia. Amore e Psiche avevano trovato la felicità, ed il loro figlio fu una splendida femminuccia, alla quale fu dato il nome di Voluttà.
| February 10
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Cari ragazzi,
anche questa volta c'è qualcosa da raccontare degno di nota: il primo weekend firmato M.V. Lovers dell'anno!!!
Sì dà il caso infatti che la squadra femminile della terza divisione, della stessa società della nostra squadra, sabato scorso giocasse una partita di campionato a Trevi.
Così Roberto, detto Brakula, per l'occasione ha messo a disposizione la sua casa di famiglia a Trevi per ospitare noi Lovers per un finesettimana in compagnia!
Inizialmente aveva esordito dicendo:'Non vi preoccupate, è grande , ci entriamo tutti!!'...ma chi si aspettava che fosse così grande!!!!!!!!!!!!!!!!!!

L'umile dimora del buon brakula sembrava un castello, per le dimesioni, per lo stile, per gli affreschi e per l'arredamento.

Quando ci ha portati a visitare il piano di sopra mi son sentita tanto turista con fotocamera al collo: man mano che si accendevano le luci comparivano davanti ai nostri occhi sale impensabili, dalle volte altissime e affrescate, piene di oggetti ricercatissimi, antichi e di grande effetto...la + particolare è stata la sala con la libreria antica e i quadri con i dipinti di qualche avo!Un clima davvero suggestivo!!
Detto questo, la casa era talmente grande che non c'è stato bisogno di sconfinare sul piano appena descritto...

Adesso vorrei spendere qualche parola su Trevi. Non abbiamo fatto molto i turisti, anche perchè il centro abitato è molto piccolo e non c'è granchè da vedere, ma è bastata una semplice passeggiata per raggiungere il palazzetto dello sport per rendersi conto di quanto il paese fosse tenuto bene e di quanto fossero caratteristici i vicoli del centro storico. Stupenda. Mi dispiace solo di non aver potuto fare tante foto.
La strada per salire in cima al paese in macchina girava tutta intorno e affacciandosi lungo di essa si godeva di un panorama spettacolare: verde e rilassante.

Il weekend è stato incentrato sulla partita delle ragazze del Monterotondo e poi sulla serata di baldoria a casa!Dopo la partita il gruppo si è accresciuto ulteriormente, con l'aggiunta di 2 ragazze simpaticissime conosciute tra il pubblico, imparentate con una giocatrice, che non potendo tornare a casa per le troppe ore di macchina che avrebbero avuto davanti, hanno deciso di accettare la nostra ospitalità per quella notte.
Trionfo di carni alla brace, salumi e formaggi tipici, torte portate da casa, alcool in quantità illimitate( con tutte le cantine presenti nei piani bassi della casa si sarebbe potuto far bere un reggimento intero ), chiacchiere a non finire, musica dal vivo ( dovunque vadano sono sempre muniti dei 'ferri del mestiere' ) e l'ora per coricarsi non arrivava mai!!

Finalmente uno dopo l'altro i Lovers scivolano nell'abbraccio di Morfeo....qualcuno ha avvertito delle presenze estranee ma è solo un piccolo incidente di percorso!
Il giorno dopo siamo ripartiti a scaglioni per il rientro a casa, con tanta nostalgia!
| February 06
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Cari ragazzi,
la sventura che ho vissuto pochi giorni fa merita un intervento sul mio blog!!
Era lunedì sera e come ogni lunedì mi incamminavo verso la palestra per gli allenamenti di pallavolo! Quella sera non venivo dall'altra palestra ma direttamente da casa e, a causa dei lavori in corso, erano state chiuse delle strade ed ero stata costretta a prendere un percorso alternativo, oltretutto ero in lieve ritardo e quindi zompettavo rapidamente giù per le discese per guadagnare tempo!
Arrivata giù, stavo attraversando la piazza per poi entrare nella palestra, quando sento "uh....uh...uhhh".
Sovrappensiero non ci bado e si confonde in uno dei tanti rumori della sera.
Di nuovo quel verso, ma ero troppo presa ad osservare le macchine parcheggiate nella piazza per capire chi dei miei compagni di squadra erano già lì che nuovamente ignoro qualsiasi rumore di sottofondo e continuo a camminare, isolata.
Ancora una volta e finalmente quel "uh...uhh...uhhhh" richiama la mia attenzione e mi distoglie dagli altri pensieri e comincio a dire tra me e me: ''Toh! deve esserci un gufo qui da qualche parte....che animale carino....chissà dov'è!!?" .
Subito i miei occhi curiosi si attivano ma non faccio in tempo a ruotare la testa completamente che vedo 2 ali enormi spiegate sopra di me che si avvicinano silenziose e rapide alle mie spalle.
In quel momento ho compreso appieno il significato dell'espressione 'istinto di sopravvivenza' : in una frazione di secondo, ancor prima di avere il tempo di rendermi conto di quel che stava succedendo, ho messo le braccia sulla testa per proteggere la parte + vulnerabile del mio corpo oltre che quella + prossima alle zampe del rapace, mi sono abbassata leggermente e ho cominciato a correre a livelli da centometrista nella piazza.
Questa è stata la fase + adrenalinica, quella in cui ho realizzato che qualcosa + grande di me, + veloce di me e + aggressiva di me era alle mie spalle e poteva prendermi da un secondo all'altro. Troppi pensieri attraversavano la mia mente ad una velocità impressionante, si sovrapponevano, si mescolavano con le emozioni. Mi sentivo come in un film dell'orrore: nessuno nelle vicinanze che potesse accorrere in mio aiuto, nessun riparo prossimo, scappavo da qualcosa che non potevo vedere e che mi ha colto alla sprovvista.
Avevo l'impressione di essere un leprotto che fuggiva dal predatore. Mentre correvo cercavo con lo sguardo qualcosa dietro cui pararmi, ma nulla. La prima cosa utile che mi viene in mente è di cambiare direzione: un volatile non è poi così abile a zigzagare!Poi vedo degli alberi e mi ci dirigo. Finalmente mi fermo: a giudicare dalla sua vicinanza a me se non mi aveva preso nei primi secondi di corsa il pericolo doveva necessariamente essere scongiurato!! Mi guardo intorno e vedo il gufo si stava posando sul tetto della palestra. Ho fatto l'ultimo tratto di strada di corsa, tra gli alberi per evitare che ci riprovasse. Ma lui era lì, accovacciato tranquillo in tutta la sua maestosità, enorme!
Si trattava di un gufo reale, dall'apertura alare di circa 2 metri, già avvistato più e più volte aggirarsi nelle vicinanze del palazzo comunale. Questa non è la prima volta che lo vedo ma mai da così vicino!E a quanto pare non è nemmeno la prima volta che aggredisce delle persone!Per fortuna con me non c'è riuscito grazie alla mia prontezza di riflessi ma soprattutto perchè il caso ha voluto che lo vedessi 2 secondi prima che colpisse!
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